Joaquin Grau e l’Anateoresi. Intervista a Gabriele Duma

Posted on 4 Apr 2012

Nel numero di marzo-aprile della rivista OltreConfine (www.oltre-confine.com) è possibile leggere l’intervista curata da Monica Zanchi a Gabriele Duma, attore, regista, che agli inizi del Duemila ha introdotto l’Anateoresi in Italia.

L’esperienza di Duma è nata dall’interesse a sviluppare nuovi strumenti per il lavoro in teatro che l’Anateoresi, attraverso il rilassamento a onde theta e la dialettica anateoretica, permette di trovare.

Questo tipo di disciplina, che individua nei traumi perinatali l’origine di stati di disagio fisico o psicologico dell’età adulta, è nata dalle ricerche di Joaquin Grau sugli stati di coscienza, che lo hanno portato, tra le altre cose,  a vivere un’esperienza come antropologo nel 1978, anno in cui ha convissuto per un periodo con una tribù di Aucas, indigeni della foresta ecuadoriana, che non avevano mai avuto precedenti contatti con l’uomo civilizzato e che vivevano a uno stadio evolutivo paragonabile a quello dell’uomo 30.000 anni fa. Questa esperienza è stata certamente fondamentale per la comprensione del linguaggio dell’emisfero destro e della possibile modalità con cui potervi interagire.

L’Anateoresi in  questo senso si presenta quindi come una possibile chiave di accesso che può essere utilizzata per entrare in contatto con i propri vissuti più profondi e comprenderli. È uno strumento che solo la persona stessa può scegliere di utilizzare a proprio vantaggio. Di per sé, senza questa attivazione, non può dare nessuna vera comprensione, a garanzia dell’autenticità del percorso stesso.

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