Le grandi esplorazioni del Quattrocento e le migrazioni di oggi

Posted on 15 Ott 2018

Da venerdì 9 novembre Nicola Valcarenghi Scognamiglio a Livorno terrà quattro serate sul tema: Le grandi esplorazioni del Quattrocento e le migrazioni di oggi.

Cinque personaggi e la storia delle loro appassionanti avventure nei nuovi mondi. Da sempre i popoli si spostano e si intrecciano lingue, tradizioni, storie e modi di vivere e di pensare diversi. Da questi incontri può avere origine progresso o regressione, nuova cultura o nuova barbarie. Osserveremo un frammento del nostro passato per comprendere meglio un frammento del nostro presente.

Venerdì 9 novembre – venerdì 23 novembre – giovedì 6 dicembre – venerdì 14 dicembre
ore 20.30-23.00, presso Circolo Arci Divo Demi, via Barriera Garibaldi 14, Livorno
Si può partecipare anche a una serata singola.

Per informazioni e prenotazioni:
Monica 347 2534248, Alberto 328 8626302
info@oceanodelki.it

Le esplorazioni geografiche, che dal Trecento al Cinquecento attraversarono oceani e continenti, segnarono un passaggio epocale caratteristico di tutte le rivoluzioni, con le crisi, i rischi, e le opportunità che esse sempre portano con sé. Con la scoperta di nuovi mondi – e quindi di culture, religioni, leggi e costumi differenti – l’Europa lasciò alle spalle il Medioevo e diede inizio all’Età moderna.
Basta ricordare – e solo per esempio – gli eventi che ne seguirono: la crisi della Chiesa e la Riforma di Calvino e Lutero, la prima elaborazione di un diritto internazionale, la crisi del sistema feudale fondato sulla servitù della gleba, la crescita urbana con la fondazione delle grandi università e lo sviluppo delle arti e dei mestieri, gli scambi commerciali di merci allora sconosciute con i Paesi lontani, la “nuova scienza” di Copernico e Galileo, e la filosofia di Giordano Bruno e Tommaso Campanella. Tutte queste trasformazioni derivano certo da cause complesse, ma è innegabile che le grandi esplorazioni abbiano contribuito ad aprire a mondi diversi un’Europa fino ad allora chiusa in se stessa.
Proporre oggi il racconto e le conseguenze di quelle affascinanti avventure non è quindi solo per contribuire a diffondere un frammento di storia dimenticata, ma è soprattutto per osservare le sorprese e le ricchezze che derivano dall’apertura alla diversità e per riconoscere alcune analogie con il nostro tempo.
La società multietnica che si va delineando in modo sempre più evidente apre delle crisi, pone delle sfide e offre delle straordinarie opportunità al mondo nuovo che dobbiamo costruire, solo che si sappia affrontare tutto questo in tempo. Sia il nostro atteggiamento che quello degli altri popoli può esprimersi al suo peggio e al suo meglio, come stiamo vedendo; può produrre nuova cultura o nuova barbarie. E gli esiti possibili ci riguardano oggi e saranno ancora più evidenti in futuro per i nostri figli.
Forse ormai si spegne l’“Età contemporanea” per lasciare spazio a quella che potremmo chiamare l’“Età internazionale”.

Nicola Valcarenghi Scognamiglio, nato a Roma, è cresciuto a Milano e da più di vent’anni vive in Toscana, attualmente a Livorno. Ha interrotto gli studi universitari in Giurisprudenza per mancanza di interesse e ha occupato gran parte del tempo libero dal lavoro per seguire, a modo suo e per proprio conto, particolari filoni di ricerche storiche, archeologiche e antropologiche.
Ha lavorato in ambiti diversi nel corso del tempo: istruttore di equitazione, skipper, collaboratore di una ONG per trasferire farmaci antimalarici in Tanzania, commerciante e produttore di olio d’oliva biologico e altro ancora.
Gli studi e i viaggi in Africa sono la sua passione, come il desiderio di raccontarli, un po’ come un antico cantastorie.

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